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Che cosa dunque ne avremo?

Buongiorno amici e buona giornata nella gioia del Signore Gesù Cristo. Oggi chiamati ad una visione eterna. Preghiamo per la pace nel mondo.                                                                                “Che cosa dunque ne avremo?…”

Una domanda, quella di oggi, che riguarda il futuro “!che cosa dunque ne avremo?” Una domanda che ha inizio da una certezza: aver lasciato tutto e aver seguito il Signore. Una domanda che include la novità di un Dio che rende possibile ciò che è impossibile agli uomini. In realtà Gesù non ha chiesto ai discepoli di lasciare qualcosa. Al giovane ricco egli chiede di vendere per donare. Ecco, Gesù ci chiede di donare, non di lasciare. Il dono rende la vita diversa, la rende più ampia. Donare significa allargare i propri orizzonti, comprendere che c’è un ”tu” che va a completare il mio “io”. Donare significa riconoscere ciò che abbiamo ricevuto gratuitamente da Dio. Pietro non deve rinunciare a niente: col tempo imparerà ad alleggerirsi dei suoi “no”, dei suoi rinnegamenti. La risposta alla domanda di Pietro è di ricercare all’interno delle nostre scelte, del nostro cuore, delle nostre motivazioni essenziali. La risposta è da ricercare nel nostro presente: è qui che si gioca tutta la nostra vita. Il presente è tempo in cui decidiamo di passare dall’egoismo all’amore, dal tenere tutto per sé alla donazione. Che cosa avremo in cambio? Avremo le stesse cose che abbiamo lasciato, ma centuplicate perché condivise con l’altro. Non dovremo aspettare tanto tempo, perché nel momento in cui doniamo, si mette in moto una gioia istantanea. Non riceveremo solo ciò che abbiamo lasciato: il Signore ci promette l’eternità. (Mt 19,27- 29)