Anche la comunità prega ON-LINE | Prega con noi - Cammino Sinodale

Chi insegnerà e osserverà i precetti, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

Buongiorno amici e buona giornata nella gioia del Signore Gesù Cristo.  Oggi chiamati perché di fronte alla seduzione del male sempre presente ed operante, siamo chiamati a porci con coraggio davanti alla legge di Dio che ci responsabilizza e qualifica come suo popolo: Poni, o Signore, la tua legge nei nostri cuori. Preghiamo per la pace nel mondo e per tutte le necessità dell’umanità.                Dopo che Gesù ha delineato nelle “beatitudini” il modello dell’uomo giusto secondo il suo vangelo, ora chiarisce che non vuole dichiarare superata la legge di Mosè, i profeti e quanto scritto nei libri sapienziali dell’antico testamento, ma che tutto quanto è stato scritto prima trova in lui il proprio compimento.
Se la legge antica poteva essere riassunta nel comandamento dell’amore verso Dio e il prossimo, ora questo diventa il nuovo e unico comandamento che dà forza a quanto era stato preannunziato e impegna il credente ad un atteggiamento di fede attiva e operosa. La parola di Dio ci illumina e ci guida a guardare all’altro come un appello alla nostra attenzione, come una richiesta di lasciarci coinvolgere dalla sua storia, così come fa il Signore
stesso. (Mt 5,17-19)                                                                                                  Contemplo:

Quando quelli che amiamo ci chiedono qualcosa, noi li ringraziamo di avercelo chiesto. Se a te piacesse, Signore, chiederci una sola cosa in tutta la nostra vita, noi ne rimarremmo meravigliati e l’aver compiuto questa sola volta la tua volontà sarebbe “l ‘avvenimento” del nostro destino. Ma poiché ogni giorno ogni ora ogni minuto tu metti nelle nostre mani tanto onore, noi lo troviamo così naturale da esserne stanchi, da esserne annoiati. Noi saremmo abbagliati nel conoscere, in questa tenebra immensa che ci avvolge, le innumerevoli precise personali luci delle tue volontà. Il giorno che noi comprendessimo questo, andremmo nella vita come profeti, come veggenti delle tue piccole provvidenze, come mediatori dei tuoi interventi. Nulla sarebbe mediocre, perché tutto sarebbe voluto da te. Nulla sarebbe troppo pesante, perché tutto avrebbe radice in te. Noi siamo tutti dei predestinati all’ estasi, tutti chiamati a uscire dai nostri poveri programmi per approdare, di ora in ora, ai tuoi piani. Noi non siamo mai dei miserabili lasciati a far numero, ma dei felici eletti, chiamati a sapere ciò che vuoi fare. Persone che ti sono un poco necessarie, persone i cui gesti ti mancherebbero, se rifiutassero di farli.

Il gomitolo di cotone da rammendare, la lettera da scrivere, il bambino da alzare, il marito da rasserenare, la porta da aprire, il microfono da staccare, l’emicrania da sopportare: altrettanti trampolini per l’estasi, altrettanti ponti per passare dalla nostra povera, cattiva volontà alla riva serena del tuo beneplacito.