Anche la comunità prega ON-LINE | Prega con noi - Cammino Sinodale

Chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso.

Buongiorno amici e buona giornata nella gioia del Signore Gesù Cristo.  Oggi chiamati perché il Signore vuole che andiamo a lui con cuore giovane, disponibile e fiducioso. Da sempre egli ci aspetta, pronto all’accoglienza e alla benedizione. Sicuri delle sue promesse, ripetiamo: Venga il tuo regno, Signore! Preghiamo per la pace nel mondo e per tutte le necessità dell’umanità.

Vangelo Mc 10, 13-16

In quel tempo, presentavano a Gesù dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso».
E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.

Commento:

I bambini sono il futuro del mondo: Gesù li accoglie e li abbraccia. Egli vuole che riceviamo con la fiducia dei piccoli la signoria di Dio, che è amore e misericordia. La loro confidenza nei genitori può essere tradita, ma Dio non delude mai!
Affidandoci a lui facciamo nostro l’atteggiamento pasquale di Gesù lasciandoci trasformare dallo Spirito che ci abita.
Nella preghiera consegniamo a lui ogni dolore, rendiamo grazie per il dono della vita, per la sua dimora in noi, intercediamo per i fratelli e le sorelle crescendo come una sola famiglia.
Dio conosce le nostre necessità prima di ogni supplica o desiderio, ma chiedere umilmente rende consapevoli della nostra piccolezza amata e perdonata, più responsabili gli uni degli altri, figli amati in dialogo con il Padre come fratelli e sorelle.

Contemplo:

Il regno di Dio è come l’abbraccio di Gesù (cfr. Mc 10,16), è Cristo stesso, il Figlio che ci permette di essere figli del Padre e fratelli tra noi.
È regno di libertà, giustizia, accoglienza, pace, benedizione, comunione…
Tutto ciò che vediamo in quell’abbraccio è ciò di cui il nostro cuore ha bisogno e a cui anela. Il regno di Dio è una realtà già presente in mezzo a noi, da accogliere nella fede come dei bambini, senza pensare di costruirla con le nostre capacità.
Il Regno è qui, ma dove sono i bambini? Dove sono quei piccoli disposti a lasciarsi amare di un amore autentico? Siamo forse diventati degli adulti autosufficienti?
Ci siamo forse costruiti un ‘regno’ a nostra misura, con le nostre stesse mani? La parola di Dio ci interroga, lasciamola risuonare in noi: «A chi è come loro appartiene il regno di Dio…» (Mc 10,14), e ancora «Il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo… » (Mc 1,15), ovvero: «Se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio…» (Gv 3,3).
È una Parola che ci mette a nudo, smaschera le paure ricoperte dall’orgoglio, ma non ci lascia soli e disorientati in mezzo a una strada. Cristo si dona a noi, adulti rinati bambini, per farci sentire la sua presenza: vita vera, che accoglie e risolleva la nostra vita e guarisce il nostro cuore.
Cristo è presente e ci indica un cammino concreto di liberazione da intraprendere personalmente, per ritrovarci tra le sue braccia insieme a molti altri fratelli, poveri peccatori come noi,
ma fiduciosamente abbandonati nel suo abbraccio.