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Ci metteremo a scuola del Maestro?

Buongiorno amici e buona giornata nella gioia del Signore Gesù Cristo. Oggi chiamati a vivere le parole di San Francesco si preoccupava di mettere in pratica le parole di Gesù e nella sua regola scrive: “Non ritenersi primo fra i fratelli”: essere umili; “Non si considerino mai come padroni”: non imporre pesi agli altri; e aggiunge: “Chi digiuna non giudichi chi mangia”. E la delicatezza della carità, che se vede il fardello degli altri non li critica, non li giudica, ma piuttosto li aiuta.
Prendiamo così su di noi il giogo di Cristo. Carichiamoci dei pesi degli altri e non pesiamo su di loro con critiche e giudizi privi di misericordia, perché possiamo conoscere meglio il Figlio di Dio che è morto per noi, e in lui conoscere il Padre che è nei cieli, con la stessa gioia di san Francesco.
Preghiamo per la pace nel mondo. “….Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli….” Ancora, come un martello che colpisce il cranio indurito della nostra religiosità, le parole di Gesù: l’esultanza rivolta al Padre perché ha fatto conoscere le cose ai piccoli. Teresa e oggi Francesco. Perché? Perché così è piaciuto al Signore del Cielo e della terra, lo stesso che abbiamo incontrato ieri. La capiremo una buona volta? Ci metteremo finalmente a scuola del maestro mite e umile di cuore? Si, non conta niente se non l’essere creatura nata sul talamo nuziale, trono ed altare del Signore nostro Gesù Cristo. Nient’altro ci piaccia o ci diletti….niente ci ostacoli, niente ci separi, niente ci frapponga. (Mt 11,25-30)