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Gli spiriti impuri gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.

Buongiorno amici e buona giornata nella gioia del Signore Gesù Cristo.  Oggi chiamati perché Cristo, unico ed eterno sacerdote, si manifesta come l’Inviato di Dio che guarisce l’umanità malata e la libera dal potere del demonio. Invochiamo il Padre celeste, perché anche in noi faccia risplendere la vittoria del Messia: In te, Signore, vinceremo la morte. Preghiamo per la pace nel mondo e per tutte le necessità dell’umanità.                                           Le guarigioni sono segni che Gesù compie perché le persone imparino un po’ alla volta a conoscere la sollecitudine misericordiosa del Padre per l’umanità. Sono anche segni che dovrebbero aiutare a riconoscerlo come Figlio di Dio. Gli unici ad accorgersene e a rivelarlo sono però al momento solo gli spiriti impuri ai quali Gesù impone il silenzio. Un silenzio che si capirà solo alla fine quando sarà chiaro che la rivelazione piena della misericordia del Padre si avrà nel momento in cui il Figlio, Gesù di Nazareth, darà la pienezza di vita all’umanità non con le guarigioni ma con la sua morte in croce. (Mc 3,7-12)                                                                                                                       Contemplo:                                           Se sapessimo anche noi gettare le nostre vite sul Signore! Dice un salmo: «Getta sul Signore il tuo affanno ed egli ti darà sostegno». Getta su di lui i tuoi dubbi ed egli li scioglierà! Getta sul Signore le tue poche forze e ti ritroverai sorprendentemente resistente. Getta sul Signore le inquietudini per il domani ed egli ti ricorderà che ogni giorno ha la sua pena. Gettare sul Signore significa non temere di raccontare a lui le debolezze, le inquietudini perché solo in un dialogo sincero e fiducioso possiamo metterci in ascolto del Dio-con-noi. «Proprio per essere stato messo alla prova e aver sofferto personalmente, egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova». Andiamo a lui e apriamogli il nostro cuore, anzi gettiamoci su di lui con fiducia.