Anche la comunità prega ON-LINE | Prega con noi - Cammino Sinodale

Ho visto il Signore e mi ha detto queste cose.

Buongiorno amici e buona giornata nella gioia del Signore Risorto.  Oggi chiamati perché il Signore Gesù si rivela alla Maddalena piangente mentre lo cerca appassionatamente. Lasciamoci anche noi chiamare per nome da lui, invocandolo col titolo familiare di rabbuni: Signore Gesù, «mio maestro», ascolta la nostra preghiera. Preghiamo per la pace nel mondo e per tutte le necessità dell’umanità.  Un incontro, uno sguardo, una chiamata. Come riconoscere il risorto? Quando egli pronuncia il tuo nome, gli occhi si aprono e lo puoi riconoscere, confessando la tua fede: «Maestro!». Come dice un famosissimo canto vocazionale degli anni ’80: «Quante volte un uomo con il nome giusto mi ha chiamato, una volta sola l’ho sentito pronunciare con amore». Come e quando pronuncia, oggi, il tuo nome? Come lo percepisci nella profondità del tuo cuore? Solo coloro che ne hanno fatto intima e reale esperienza lo potrebbero raccontare. II Signore Gesù è veramente vivo e vuole entrare in dialogo con te. Non avere fretta di allontanarti. Non accontentarti di una sommaria percezione: c’è di più. Molto di più! (Gv 20,11-18)
Contemplo:

Quando il Figlio di Dio è salito sulla croce ha distrutto la solitudine della sofferenza e ne ha illuminato l’oscurità. Siamo posti in tal modo dinanzi al mistero dell’amore di Dio per noi, che ci infonde speranza e coraggio: speranza, perché nel disegno d’amore di Dio anche la notte del dolore si apre alla luce pasquale; e coraggio, per affrontare ogni avversità in sua compagnia, uniti a Lui. I coraggio di sperare non ha nulla a che spartire con la temerarietà di far finta di sperare solo per paura di osare. Coraggioso è chi sa guardare in faccia la propria paura senza negarla e con la lucidità di nominarla. Solo così, tutto, persino la notte più buia e il dolore più lancinante, potranno essere attraversati senza essere negati né, tantomeno, essere superficialmente sublimati. La via della trasfigurazione è lo stile inconfondibile della speranza che àncora nel mistero di Cristo, crocifisso e risorto. Ancorata alla croce di Cristo la vita viene accolta nel suo mistero di luce e nel suo mistero di ombra senza mai isolarsi, soprattutto nel momento della prova. Diventa così un luogo di combattimento per coltivare quella comunione che permette di dare un contesto vivibile e un orizzonte desiderabile persino ai tempi dell’angoscia, del fallimento, della rivolta.