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Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito!

Buongiorno amici e buona giornata nella gioia del Signore Gesù Cristo. Oggi chiamati perché anche noi possiamo tradire Cristo, vendendolo per qualche moneta. La parola del Signore ci insegna, e il Signore stesso apre le nostre orecchie, affinché possiamo fare parte dei convitati di Gesù, che celebrano con lui la Pasqua, come membra vive della sua Chiesa. Preghiamo per la pace nel mondo e per tutte le necessità dell’umanità. Gesù nel Cenacolo ha davanti a sé dodici poveri uomini (che rappresentano tutta l’umanità): e quegli uomini fuggiranno tutti in una notte e lasceranno Gesù solo; uno addirittura tradirà e un altro rinnegherà il Maestro (e anche il tradimento e il rinnegamento si ripetono ed attraversano tutta la storia fino a oggi).
Da notare un fatto: Gesù sapeva che uno stuolo di Giuda si sarebbe avvicendato nei secoli per tradirlo (e anche per meno di trenta denari); Gesù sapeva che un esercito di Caifa lo avrebbe nuovamente condannato ingiustamente; sapeva che tanti “Pilato” avrebbero rifiutato di difenderlo e si sarebbero vergognati di lui.
Quanta viltà accanto a Gesù e davanti a Gesù nel corso dei secoli fino ai nostri giorni! Gesù lo sapeva. Pertanto, aveva tutto il diritto di sdegnarsi e di rovesciare la tavola della cena infangata dal tradimento e dall’ingratitudine umana. Noi avremmo fatto così! E, invece, Gesù non prova sdegno, ma avverte un intenso amore e una sconfinata misericordia. E’ il mistero di Dio! Un mistero così grande che ci supera e ci lascia con il fiato sospeso.
Giovanni Paolo I acutamente ha aggiunto: “Il peccato di Giuda, il peccato del tradimento è orribile. Ma in Giuda più grave è il peccato di non aver creduto nel perdono, di non essersi buttato con umiltà e fiducia tra le braccia della Misericordia di Dio, che Gesù ci ha reso vicina e avvicinabile”. (Mt 26,14-25)

Contemplo:

Signore Gesù, lasciaci oggi confessare davanti a te e donaci, per farlo, un cuore veramente pentito e parole umili e sincere. Siamo noi, Signore, che ti abbiamo venduto, e non una sola volta. Ogni giorno noi speculiamo sulla tua persona, e viviamo di questo misero guadagno; noi, quelli che tu ami. Ci puoi ancora sopportare così intimi nella tua casa, a mangiare il pane delle tue lacrime e a bere il sangue del tuo dolore? Quasi per niente venduto da noi, tu ci hai comprati, Signore, al prezzo infinito del tuo sangue. Fa’, ti preghiamo che, attraverso la ferita del tuo cuore, possiamo essere introdotti e stabiliti per sempre nella comunione del tuo amore.