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Il troppo è sempre a danno dell’essenziale

Buongiorno amici e buona giornata nella gioia del Signore Gesù Cristo. Oggi chiamati a vivere le due specificità che servono al cristiano. Preghiamo per la pace nel mondo.

“…Gesù le disse: Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno…”

Marta, troppo presa dalle cose da fare per ospitare Gesù, si lamenta di Maria che si dedica all’ascolto della sua parola. Troppo spesso si prende spunto da questo episodio per esaltare la vita contemplativa come modalità migliore per seguire Gesù, a detrimento di quella attiva ma, invece, la tensione è semmai tra l’essenziale ed il troppo, perché il troppo è sempre a danno dell’essenziale. Ma lasciamo la parola a san Francesco che in ogni decisione cercava ispirazione da Dio nella preghiera, scelse di vivere per colui che morì per tutti, ben consapevole di essere inviato da Dio a conquistare le anime che il diavolo tentava di rapire (FF381). Questa scelta di Francesco segna l’aspetto pastorale della vocazione francescana, senza diminuirne la dimensione contemplativa. (Gv 11,19-27)