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Li amò fino alla fine.

Buongiorno amici e buona giornata nel Signore. Oggi inizia il Triduo Pasquale. La prima celebrazione è la S. Messa Crismale presieduta da Papa Francesco nella Basilica di San Pietro nella quale i sacerdoti rinnoveranno le loro promesse sacerdotali e poi saranno benedetti gli oli per i sacramenti: il Sacro Crisma, l’olio per i catecumeni e per l’unzione degli infermi. La seconda celebrazione, la messa in Coena Domini avverrà nelle proprie parrocchie con la consueta lavanda dei piedi e la successiva adorazione Eucaristica. Oggi chiamati perché nella nuova ed eterna alleanza tutto ha valore, tutto procede dall’Unto per eccellenza, da Gesù Cristo.
In lui, come egli stesso dichiara, si realizza in pieno il testo di Is 61,1-2. Gesù dimostra attraverso le opere la sua missione (Atti 10,38). Preghiamo per la pace nel mondo e per tutte le necessità dell’umanità. Gesù depone le vesti della sua gloria, si cinge col “panno” dell’umanità e si fa schiavo.
Lava i piedi sporchi dei discepoli e li rende così capaci di accedere al convito divino al quale Egli li invita.
Al posto delle purificazioni culturali ed esterne, che purificano l’uomo ritualmente, lasciandolo tuttavia così com’è, subentra il bagno nuovo: Egli ci rende puri mediante la sua parola e il suo amore, mediante il dono di se stesso.
“Voi siete già mondi per la parola che vi ho annunziato”, dirà ai discepoli nel discorso sulla vite (Gv 15,3). Sempre di nuovo ci lava con la sua parola. Si, se accogliamo le parole di Gesù in atteggiamento di meditazione, di preghiera e di fede, esse sviluppano in noi la loro forza purificatrice.
Giorno dopo giorno, siamo come ricoperti di sporcizia multiforme, di parole vuote, di pregiudizi, di sapienza ridotta ed alterata; una molteplice semifalsità o falsità aperta si infiltra continuamente nel nostro intimo. Tutto ciò offusca e contamina la nostra anima, ci minaccia con l’incapacità per la verità e per il bene.
Se accogliamo le parole di Gesù con il cuore attento, esse si rivelano veri lavaggi, purificazioni dell’anima, dell’uomo interiore[…] La lavanda che Gesù dona ai suoi discepoli è anzitutto semplicemente azione sua, il dono della purezza, della “capacità per Dio” offerto a loro. Mail dono diventa poi un modello, il compito di fare la stessa cosa gli uni per gli altri. (Gv 13,1-15)

Contemplo:

Partirai solo, Signore, senza di noi tuoi amici, per affrontare la lotta suprema del nemico. Partirai solo, perché non possiamo seguirti prima che tu non abbia vinto colui che ci divide. Ma tu ci troverai al fondo della tua solitudine, e noi ti troveremo al fondo della nostra umiliazione.
Signore Gesù, noi non sappiamo quale sia l’ora più dolce e pura dell’amore: se quella che ci raduna insieme, confidenti e riposati sul tuo petto, o quella che ci disperde nella notte perduti e accasciati di tristezza.
Ma se tu dalla tua lontananza di condannato a morte ti volgi un istante, a guardarci, cogliamo nella luce dei tuoi occhi una scintilla dell’insondabile mistero che oggi ci pesa sul cuore e che domani contempleremo svelato sul volto dell’Amore.