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L’invito è per tutti, nessuno escluso

Buongiorno amici. Oggi chiamati ad accettare l’invito:   O partecipi al banchetto, o ne sarai eternamente fuori.      Tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi… “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo… Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli… mi sono appena sposato…”
La proprietà, l’attività, l’affettività, sono dimensioni importanti, anche se non esclusive, per condurre una vita in pienezza; d’altra parte, queste realtà, possono anche costituire ostacoli non indifferenti nel cogliere la dimensione essenziale e fondamentale di un invito che ha priorità assoluta! Proprio i nullatenenti, gli impossibilitati ad agire, gli abbandonati, si trovano nella condizione più favorevole per accogliere quell’invito inaspettato e lasciato cadere da altri: E’ un dato di fatto: ogni forma di possesso, a tutti i livelli, se si fonda su noi stessi e su quanto possiamo gestire e disporre a piacimento, imprigiona il cuore e la vita. Il vero futuro, però, ha le coordinate della disponibilità e non dell’autodeterminazio ne; della giusta e grata dipendenza, non della distratta o pretestuosa autonomia. (Lc 14, 15-24)