Anche la comunità prega ON-LINE | Prega con noi - Cammino Sinodale

Lo condanneranno a morte.

Buongiorno amici e buona giornata nella gioia del Signore. Oggi chiamati a invocare il nome di Dio che hai vinto la violenza della morte con la risurrezione del suo Figlio Gesù. Liberaci dalle minacce che legano la vita e dalla violenza che la opprimono, e donaci la grazia di diventare servi gli uni degli altri, a imitazione di Gesù, nostro fratello. Preghiamo per la pace nel mondo e per tutte le necessità dell’umanità. La richiesta di Giacomo e Giovanni e l’indignazione degli “altri dieci” Apostoli sollevano una questione centrale a cui Gesù vuole rispondere: chi è grande, chi è “primo” per Dio? Anzitutto lo sguardo va al comportamento che corrono il rischio di assumere “coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni”: “dominare ed opprimere”.
Gesù indica ai discepoli un modo completamente diverso: “Tra voi, però, non è così”. La sua comunità segue un’altra regola, un’altra logica, un altro modello: “Chi vuole diventare grande tra di voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra di voi sarà schiavo di tutti”.
Il criterio della grandezza e del primato secondo Dio non è il dominio, ma il servizio. E Gesù indica anche il punto di riferimento: il Figlio dell’uomo che è venuto per servire; sintetizza cioè la sua missione sotto la categoria del servizio, inteso non in senso generico, ma in quello concreto della Croce, del dono totale della vita come “riscatto”, come redenzione per molti.
E’ un messaggio che vale per gli Apostoli, vale per tutta la Chiesa, vale soprattutto per coloro che hanno compiti di guida nel popolo di Dio.
Non è la logica del dominio, del potere secondo i criteri umani, ma la logica del chinarsi per lavare i piedi, la logica del servizio, la logica della Croce.
In ogni tempo la Chiesa è impegnata a conformarsi a questa logica e testimoniarla per far trasparire la vera “Signoria di Dio”, quella dell’amore. (Mt 20,17-28)

Contemplo:

Grazie, Signore Gesù, per la dolce fermezza con cui ci conduci per mano sulla via della croce.
Grazie per la paziente benevolenza nel dirci e ridirci che la vera regalità si attua nel servire donando la vita per amici e nemici.
Grazie, Signore Gesù: tu il più bello tra i figli dell’uomo, ti sei lasciato sfigurare per noi fino a non avere più né apparenza né bellezza che attirasse i nostri sguardi ingrati.
Grazie, Signore Gesù, per la mite fortezza del tuo silenzio quando noi tutti abbiamo provocato la tua condanna a morte con le nostre indifferenze, ribellioni, peccati. Grazie per il perdono magnanimo fiorito proprio sul legno del tuo atroce supplizio.
Grazie, Signore Gesù, perché sempre rimani tra
noi con il tuo sangue prezioso.