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Mio Signore e mio Dio!

Buongiorno amici e buona giornata nella gioia del Signore Gesù Cristo nella festa di San Tommaso, apostolo. Oggi chiamati perché Dio si mostra a coloro che lo cercano. Desiderosi di comprendere il mistero di Cristo, per renderci disponibili alla sua signoria che salva. Preghiamo per la pace nel mondo e per tutte le necessità dell’umanità. Il Vangelo di oggi racconta un fatto semplice da ricordare, ma il cui insegnamento non è scontato. Tommaso aveva convissuto con il Messia per molto tempo, lo aveva seguito, lo aveva udito predicare, aveva visto i miracoli che compiva; eppure ora non crede, non si fida della testimonianza degli altri apostoli che gli raccontano di aver visto il Risorto. Tommaso vuole vedere e toccare con mano per poter credere. Scrisse san Gregorio Magno: «A noi giovò più l’incredulità di Tommaso che la fede degli apostoli». Sembra un paradosso, in realtà all’apostolo incredulo accadde qualcosa di talmente grande dentro di sé al punto di vedere un uomo con le cicatrici e per questo credere alla divinità del Risorto (perché vedere e credere sono due cose diverse). Tommaso ci insegna che dobbiamo fidarci, anche quando i progetti di Dio non cor- rispondono ai nostri. Se ci chiudiamo al mistero tutto è più difficile e triste e cercare di trovare la presenza di Dio nel mondo diventa quasi impossibile. Ecco come si arriva a dire: «Dio non esiste» oppure: «Perché permette tanto male?». Il mistero diventa estraneo, oggetto di sospetto. Dobbiamo essere grati a questo apostolo che, dubitando, ci ha insegnato a credere. (Gv 20,24-29)

Contemplo

Come possiamo percorrere la via di Tommaso? Papa Francesco afferma: “Bisogna uscire da noi stessi e andare sulle strade dell’uomo per scoprire che le piaghe di Gesù sono visibili ancora oggi sul corpo di tutti quei fratelli che hanno fame, sete, sono nudi, sono umiliati, schiavi, che si trovano in carcere e in ospedale. E proprio toccando queste piaghe, accarezzandole, è possibile adorare Dio vivo in mezzo a noi”.