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Sei solo tu che mi fai riempire le reti vuote

Buongiorno amici e buona giornata nella gioia del Signore che ci dona il suo Spirito. Oggi chiamati ad accogliere il dono dello Spirito.

“…Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse “Mi vuoi bene?…”                            Per tre volte Pietro aveva negato di conoscere il Maestro davanti alle sollecitazioni di una servetta. Il principe degli apostoli aveva fatto una ben magra figura, smentendo quanto solennemente promesso qualche ora prima. Per questa ragione, probabilmente, gli evangelisti ci presentano Pietro come l’ultimo, fra gli apostoli, a convertirsi alla gioia. Gesù è risorto, certo, e Pietro ha avuto anche la straordinaria esperienza di un’apparizione privata che non deve essere andata molto bene visto che nessuno ne parla. Ma è come se la resurrezione fosse per qualcun altro, non per lui. Perciò Gesù viene per salvare la pecora che si era smarrita, sul lago di Tiberiade alla fine di un’ennesima notte infruttuosa. Perciò lo prende da parte e lo aiuta a riconciliarsi con se stesso. Pietro è incalzato e ammette di voler bene al Signore. Ma non è più disposto a fare grandi proclami e grandi promesse. Troppo il dolore per osare ancora. Gesù sorride: ora Pietro è pronto. Poiché ha sperimentato il proprio limite ora è capace di accogliere quello degli altri, senza giudizio e supponenza, ma con la misericordia che forgia i santi. Proprio come è successo a Pietro.                                  Medita: “Fai bene, Signore, a farmi ripetere per tre volte che ti voglio bene! Anche se ne soffro perché mi riporta con la mente e il cuore a quella sera, in quel cortile, dove sono crollato di fronte agli sguardi e alle domande della portinaia e di quelli che stavano attorno al fuoco e ho detto di non conoscerti! Proprio io, che nel Cenacolo mi sentivo in grado di dare la vita per te! Ma già da allora tu sapevi come sarebbe andata a finire….il gallo ha cantato, tu mi hai guardato, non mi rimaneva che andarmene umiliato, a piangere la sconfitta. E proprio toccando il fondo ho capito che prima di amare, amare da te, accogliere il dono del tuo Spirito, lasciare che sia la tua parola a guidare il tuo agire, come poco fa sulla braca, sei solo tu che mi fai riempire le reti vuote!” (Gv 21,15-19)