Anche la comunità prega ON-LINE | Prega con noi - Cammino Sinodale

Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.

Buongiorno amici e buona giornata nella gioia del Signore Gesù Cristo.  Oggi chiamati perché il Signore santo e misericordioso è il nostro Dio, e noi siamo il suo popolo, Chiesa che edifica e anima con il suo Spirito di santità. Invochiamo il suo aiuto, per essere santi secondo la sua Parola: Donaci il tuo Spirito di santità. Preghiamo per la pace nel mondo e per tutte le necessità dell’umanità.                                  Fare o non fare. Tutto si gioca qui, tra il riconoscere gli altri come fratelli e sorelle e imparare ad amarli, avendo un unico Padre e un solo Signore, oppure nemmeno accorgerci che ci siano, gli altri, con le loro necessità e povertà.
Eppure proprio in loro il Signore Gesù, re pastore, ha scelto di identificarsi. Egli non vuole essere riconosciuto, ma conosciuto nei suoi fratelli più piccoli. Questo è stato lo stile della sua rivelazione, della sua presenza sulla terra e questo è il modo per accoglierlo e servirlo anche oggi.
La santità a cui siamo chiamati è fatta di umanità, di gesti semplici, feriali, è tempo regalato, è pane condiviso, è cura offerta.
Ci rendano saggi le parole vitali di Gesù, per non smarrirci in pratiche sterili e auto compiacenti. (Mt 25,31-46)

Contemplo:

Quelli che si avvicinano al povero lo fanno dapprima in un desiderio di generosità, per aiutarlo e soccorrerlo; si considerano dei salvatori e spesso si mettono su un piedistallo. Ma toccando il povero, raggiungendolo, stabilendo una relazione di amore e di fiducia con lui, il mistero si svela. Nel cuore dell’insicurezza del povero c’è una presenza di Gesù. È allora che essi scoprono il sacramento del povero e che arrivano al mistero della compassione. Il povero sembra spezzare le barriere della potenza, della ricchezza, della capacità e dell’orgoglio; fa fondere quei gusci che il cuore umano si mette intorno per proteggersi. Il povero rivela Gesù Cristo. Fa scoprire a chi è venuto per “aiutarlo” la sua stessa povertà e vulnerabilità; gli fa scoprire anche la sua capacità di amare, la potenza d’amore del suo cuore. Il povero ha un potere misterioso: nella sua debolezza, egli diviene capace di toccare i cuori induriti e di rivelare loro le fonti d’acqua viva nascoste in loro. È la manina del bimbo di cui non si ha paura, che scivola attraverso le sbarre della nostra prigione d’egoismo. Egli arriva ad aprire la serratura. Egli libera.
E Dio si cela nel bambino.
I poveri ci evangelizzano. È per questo che sono i tesori della Chiesa.