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Un banchetto da condividere

Buongiorno amici e buona IV  domenica di quaresima, detta Laetare cioè della gioia. Oggi chiamati a vivere la misericordia. Preghiamo per la pace nel mondo. “……Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”….
Oggi la liturgia ci presenta la parabola del Padre misericordioso.
E’ la parabola della festa del ritorno dalla terra della solitudine, dell’abbandono dove si sperimenta, in nome di una libertà illusoria, il male in tutte le sue forme.
La casa che accoglie il figlio è la casa aperta alla gioia ed alla condivisione dove tutti possono partecipare agli stessi beni.
E’ la parabola che vuol togliere dai nostri cuori quella pàtina di ipocrisia e gelosia che talvolta ci impedisce di vivere il nostro essere cristiani nella fiducia di un Padre che ci ama sopra ogni altra cosa.
Nella vera condivisione le gioie di uno solo sono le gioie di tutti.
Entriamo anche noi nella casa del Padre e partecipiamo con gioia al banchetto, sicuri che anche per noi, nella vera conversione di cuore, vi sarà un banchetto da condividere. (Lc 15.1-3.11-32)                        Medita: Umiltà
Non bisogna confondere l’umiltà col galateo.
Uno può chinarsi davanti a un altro avendo il cuore pieno d’odio e di disprezzo: questa non è umiltà, ma ipocrisia.
Uno può ripetere il nome di Rama o dire rosari tutto il giorno, ma se è egoista non è veramente umile. Si può misurare la Verità e l’Amore, ma non l’umiltà.
L’umiltà non ha limiti.
Finchè si pensa di essere qualcuno, non si è veramente umili. Il superbo è un vero flagello.
Un minuto di riflessione è sufficiente a farci capire che tutte le creature sono niente.
Credere che siano qualcosa è elevare una barriera tra noi e Dio.