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Una misericordia gratis

Buongiorno amici e buona V domenica di quaresima. Oggi chiamati a riconoscere il tempo opportuno per la salvezza, il perdono e la misericordia di Dio. Preghiamo per la pace nel mondo.

…E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più»…              Mosé ha prescritto che donne come “quella” vanno lapidate, in modo che sia chiaro a tutti che è meglio restare fedeli. Gesù, spiegaci tu: cosa dobbiamo fare? Trappola splendida, davvero. È il Sinedrio che l’ha condannata a morte, quando la pena di morte è riservata ai romani. Gesù si schiererà con l’oppressore? O riconoscerà il giudizio illegittimo del Sinedrio? È Mosè che ha prescritto la condanna a morte: oserà contraddire una legge divina l’anarchico falegname? La condannerà, come dice Mosè, e il padre misericordioso si ritirerà in buon ordine per lasciar spazio al Dio giudice? Una trappola splendida, non c’è che dire. Gesù si china e riflette. Fa ciò che loro non vogliono fare, compie ciò che ogni legge, ogni giudizio (anche religioso) deve fare: chinarsi, cioè piegarsi nell’umiltà e riflettere, mettere una distanza prima di esprimere un giudizio. Sì, questa donna ha tradito il marito. Ma il popolo di Israele ha tradito lo spirito autentico della Legge. Richiama all’essenziale, il figlio di Dio, riscrive sulla pietra la legge che gli uomini hanno adattato e stravolto. Tutti tacciono, ora. Già, ha ragione il Rabbì. Se ragioniamo sempre col codice in mano chi si salva? Se ci accusiamo gli uni gli altri, chi sopravvive? Tutti se ne vanno, ad uno ad uno. Le pietre restano in terra.   Medita:
Quella del perdono è una delle più forti esperienze limite che un uomo, una donna possano fare: dopo, il modo di vivere non può più essere come prima.
Scoprire una misericordia gratis che avvolge la nostra umanità, sentire che non c’è più nessuno condannato per coloro che sono in Cristo Gesù, spalanca davvero un altro orizzonte di vita, una strada nuova aperta nel deserto. La donna sorpresa in adulterio, esposta allo sguardo impietoso di chi vuol ristabilire l’ordine infranto, è rigenerata dalle parole di Gesù, che non è venuto per condannare ma per salvare il mondo. Il peccato non è negato, ma in Gesù è sperimentata la possibilità di ciò che lo sguardo e il perdono di Dio sempre offrono: rialzarsi e vivere un’esistenza colma delle misericordie ricevute, nella libertà dell’amore. (Gv 8.1-11)