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Venite a me…

Buongiorno amici. Oggi chiamati a partecipare al progetto di Dio per la salvezza dell’umanità. “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.” Le parole di Gesù sono portatrici di un messaggio che va oltre le nostre situazioni concrete, e tuttavia le riguarda. Non si tratta di norme o divieti, ma di aver parte a lui, medico delle anime e dei corpi, ricco di grazia e di misericordia. Si è così “aggiogati” a lui, l’aratore che prepara il terreno per la semina. L’immagine del gioco rimanda in prima istanza, ai buoi uniti nello sforzo della aratura, e perciò alla condivisione della fatica nel campo dell’amore compassione vole ed attivo che traccia il solco, prepara per la semina della parola che porterà molto frutto, secondo la parabola. Non è un’immagine di vincolo, di peso, di schiavitù ma di condivisione, di aiuto e sostegno. Inoltre l’immagine ci richiama la collaborazione, nell’umiltà del cuore. Allora amici, cosa aspettiamo? Andiamo a lui, noi che siamo affaticati ed oppressi. Andiamo a lui noi che portiamo dei macigni nel cuore, che non capiamo, che non abbiamo risolto i grandi interrogativi della vita. Andiamo a lui noi che siamo travolti dalle disgrazie, dalla malattia, dal dolore, dopo averli strenuamente combattuti, dopo avere cercato in ogni modo di restare a galla. Andiamo a lui: è il Signore l’unico e il solo che offre speranza, che realizza la salvezza in noi. È lui, il Signore, che può offrire una sosta di ristoro nel difficile cammino della vita. E impariamo da lui ad accogliere con mitezza gli eventi e con umiltà, consapevoli, cioè, dei limiti che la vita porta in sé, dei limiti che portiamo nel nostro cuore. Imitare Cristo è l’obiettivo della nostra vita: imitarlo nella visione del Padre, nella compassione verso gli uomini, verso la lucida consapevolezza di ciò che siamo chiamati a diventare e ad essere. Imitare Cristo significa, concretamente, conoscerlo, far diventare il vangelo metro di giudizio per ciò che scegliamo e che diciamo. Nel cuore dell’estate il Signore ci propone di fare delle vacanze esclusive con lui, nel luogo più esclusivo che c’è: il nostro cuore. (Mt 11,28-30)