Anche la comunità prega ON-LINE | Prega con noi - Cammino Sinodale

Vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza.

Buongiorno amici e buona giornata nella gioia del Signore Gesù Cristo.  Oggi chiamati perché in tutte le Scritture freme l’attesa del Redentore, da cui la storia umana prende senso, direzione e salvezza. Accostiamoci a lui per conoscere il Padre: Dalla durezza del cuore, liberaci, o Signore! Preghiamo per la pace nel mondo e per tutte le necessità dell’umanità.            Durante la sua vita terrena, Gesù non ha mai ricercato il facile consenso delle folle; fedele a se stesso, non ha temuto di compromettersi completamente, anche a costo di perdere la vita, donandola totalmente per amore.
In maniera evidentemente contraria, invece, i giudei aspirano a ricevere gloria gli uni dagli altri, ricercano la falsa grandezza, divenendo, così, ostili alla persona di Cristo. La gloria umana, però, è destinata ad appassire prima o poi, come un bellissimo fiore che alla sera sfiorisce.
La gloria di Dio dura in eterno e nobilita l’uomo. Coloro che la ricercano sopra ogni cosa accrescono la loro sapienza, poiché Dio rende partecipe della sua gloria coloro che lo riconoscono e lo scelgono come riferimento costante della loro esistenza. (Gv 5,31-47)

Contemplo:

Gesù, la Sapienza incarnata, è bello, dolce e caritatevole! La Sapienza è bella nell’eternità, perché splendore del Padre, specchio tersissimo e immagine della sua bontà, più bella del sole e più lucente della stessa luce.
È bella nel tempo, perché formata dallo Spirito Santo; pura, senza peccato, e bella senza difetto, perché, durante la vita, ha abbagliato gli occhi e i cuori degli uomini; perché oggi è gloria degli angeli; tenera e dolce verso gli uomini, specialmente verso i poveri peccatori, è venuta a cercarli in modo visibile sulla terra e, ora, tutti i giorni in modo invisibile.
Non si deve immaginare che, oggi, perché glorioso e trionfante, Gesù sia meno dolce e condiscendente. Tutt’altro! La sua gloria perfeziona, in certa maniera, la sua dolcezza. Egli desidera non tanto di apparire, quanto di perdonare; non tanto di ostentare le dovizie della gloria, quanto quelle della misericordia.